Edoardo Tresoldi

EDOARDO TRESOLDI – L’ARTISTA DELLA MATERIA ASSENTE

“Nel cinema lo scenografo rimane sempre un po’ defilato, con la frustrazione e il desiderio di riuscire a raccontare la storia principalmente attraverso gli spazi. Da lì viene l’idea di agire sullo spazio, provando a portare avanti un discorso sia narrativo che emotivo legato principalmente al luogo in cui avviene la scena”.

E’ così che Edoardo Tresoldi presenta il suo lavoro definendosi “scultore della non-materia”. Nato in provincia di Milano, è un giovane artista di 29 anni che si è formato in ambito cinematografico come sceneggiatore. Attraverso l’intreccio di sottili fili metallici, che sono la struttura-base che in scenografia viene ricoperta per la resa finale, Tresoldi realizza delle opere eterogenee che vanno ad interessare l’archeologia, la scultura e altri ambiti artistici. La Materia Assente di Tresoldi acquista un valore che va oltre la semplice tangibilità, è una proiezione mentale che consente di raccontare luoghi, istanti e momenti, innescando dialoghi con lo spazio e la storia. Ciò che è dissolto, o non è mai esistito, rivive in un tempo non suo.

Tutto ciò prende forma grazie al linguaggio della trasparenza che gioca con i materiali industriali, portando con se la capacità di tessere nello spazio qualcosa che non c’è. Nasce così uno spazio dinamico e cangiante nel quale diventa possibile accedere a una dimensione pura, eterea, in dialogo continuo con l’ambiente contemporaneo, inteso come fattori sociali, culturali e identitari che entrano a far parte del linguaggio dell’opera.

Si tratta di una forma d’arte che dialoga con il mondo, generando una sintesi visiva che si rivela nella dissolvenza dei limiti fisici. E’ infatti il rapporto essere umano-contesto il filo rosso della produzione dello scultore: il suo obiettivo non è semplicemente inserire un’opera d’arte nello spazio scelto, ma provare a contribuire alla lettura di quello spazio senza però stravolgerla.

E’ sicuramente il 2016 a segnare una svolta a livello internazionale per Edoardo Tresoldi. È in quest’anno, infatti, che intervenire nell’area archeologica di Santa Maria di Siponto, in Puglia. In questo caso, la rete metallica ha il compito di “ricostruire il tempo” e creare una connessione tra l’antico e lo spettatore contemporaneo.

Edoardo Tresoldi, intervento presso l'area archeologica S.Maria di Siponto, 2016
Edoardo Tresoldi, intervento presso l’area archeologica S.Maria di Siponto, 2016
Edoardo Tresoldi, S.Maria di Siponto, 2016
Edoardo Tresoldi, S.Maria di Siponto, 2016
Edoardo Tresoldi, dettaglio della basilica paleocristiana, 2016
Edoardo Tresoldi, dettaglio della basilica paleocristiana, 2016

Tresoldi interviene su una chiesa paleocristiana andata distrutta nei pressi dell’area archeologica, realizzando una grande basilica trasparente che ha l’obiettivo di ridare agli spettatori la percezione degli spazi andati perduti e suggerisce la riapparizione dello straordinario edificio originario. Ed è sempre la trasparenza, l’apparente leggerezza, a determinare la riuscita di quello che Tresoldi definisce un progetto “di conservazione dinamica”. L’archeologia e l’arte contemporanea dialogano senza scontrarsi e costruiscono quella che diventa un’operazione culturale che riesce ad attirare un pubblico vastissimo che spesso non riesce ad apprezzare l’archeologia; Il risalto internazionale di questa operazione ha condotto Tresoldi fino agli Emirati Arabi, a lavorare su commissione della famiglia reale di Abu Dhabi e per il sito archeologico di Al Dhaid.

Edoardo Tresoldi, sito archeologico di Abu Dhabi, 2017
Edoardo Tresoldi, sito archeologico di Abu Dhabi, 2017
Edoardo Tresoldi, dettaglio di una parte del sito archeologico di Abu Dhabi, 2017

EDOARDO TRESOLDI – EL ARTISTA DE LA MATERIA AUSENTE

“En el cine, el escenógrafo está siempre un poco apartado, con la frustración y el deseo de poder contar la historia principalmente a través de los espacios. De ahí surge la idea de operar en el espacio, tratando de llevar adelante un discurso narrativo y emocional principalmente relacionado con el lugar donde se desarrolla la escena”.

Así es como Edoardo Tresoldi presenta su trabajo llamándose a sí mismo “un escultor de la no materia”. Nacido en la provincia de Milán, es un joven artista de 29 años que se formó como guionista en la industria del cine. A través el entrelazo de finos alambres de metal, que son la estructura básica que se utiliza en escenografía para la representación final, Tresoldi realiza obras heterogéneas que comprenden arqueología, escultura y otros campos artísticos. La Materia Ausente de Tresoldi tiene un valor que va más allá de lo que es simplemente tangible; la suya es una proyección mental que permite hablar de lugares y momentos, liberando diálogos con el espacio y la historia. Lo que ya no está, o nunca existió, revive en un tiempo que no es el suyo.

Todo esto toma forma gracias al lenguaje de la transparencia que juega con los materiales industriales, y gracias a la capacidad de tejer algo que no existe adentro del espacio. Así, nace algo dinámico y versátil en el que se hace posible acceder a una dimensión pura y etérea, en diálogo continuo con el entorno contemporáneo entendido como factores sociales, culturales y de identidad que se convierten en parte del lenguaje de la obra.

Es una forma de arte que dialoga con el mundo, generando una síntesis visual que se revela en el desvanecimiento de los límites físicos. De hecho, la relación entre los seres humanos y el contexto es el hilo conductor de la producción del escultor: su objetivo no es simplemente poner una obra de arte en el espacio elegido, sino intentar contribuir a la lectura de ese espacio sin distorsionarlo.

Sin duda, el año 2016 marca a nivel internacional la vida de Edoardo Tresoldi. Es en este año, que interviene en el área arqueológica de Santa Maria di Siponto, en Puglia. En este caso, la malla de alambre tiene la tarea de “reconstruir el tiempo” y crear una conexión entre lo que es antiguo y el espectador contemporáneo.  

Edoardo Tresoldi, intervención en la área arqueológica de S.Maria di Siponto, Italia 2016
Edoardo Tresoldi, intervención en la área arqueológica de S.Maria di Siponto, Italia 2016
Edoardo Tresoldi, S.Maria di Siponto, 2016
Edoardo Tresoldi, S.Maria di Siponto, 2016
Edoardo Tresoldi, detalle de la basílica paleo cristiana, 2016
Edoardo Tresoldi, detalle de la basílica paleo cristiana, 2016

Tresoldi interviene en el área arqueológica en una iglesia cristiana primitiva que fue destruida, creando una gran basílica transparente que pretende dar a los espectadores la percepción de los espacios perdidos y sugiere la reaparición del extraordinario edificio original. Y es siempre la transparencia, la aparente ligereza, lo que determina el éxito de lo que Tresoldi define como un proyecto de “conservación dinámica”. La arqueología y el arte contemporáneo dialogan sin chocar y construyen lo que se convierte en una operación cultural que tiene éxito y que interesa también los que generalmente no aprecian la arqueología; La prominencia internacional de esta operación llevó a Tresoldi a los Emiratos Árabes Unidos para trabajar en comisión con la familia real de Abu Dhabi y al sitio arqueológico de Al Dhaid.

Edoardo Tresoldi, área arqueológica de Abu Dhabi, 2017
Edoardo Tresoldi, área arqueológica de Abu Dhabi, 2017
Edoardo Tresoldi, detalle del área arqueológica de Abu Dhabi, 2017
Edoardo Tresoldi, detalle del área arqueológica de Abu Dhabi, 2017

Credits:

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