Aldo Lanzini

ALDO LANZINI – LA COSTRUZIONE DI SE CON AGO E FILO

Artista dal multiforme ingegno e dalla variegata produzione, realizza lavori all’uncinetto con una grande libertà di ricerca che mette poi in pratica direttamente a partire dagli oggetti da lui creati, nei tessuti e nei filati. Una libertà che Lanzini ha coltivato fin dalla sua eccentrica esperienza nell’underground milanese e poi newyorchese, sperimentando e reinterpretando pratiche tradizionali, aprendo inediti spazi di creatività.


 

La vita stessa è la sua fonte di ispirazione. Pensieri e argomenti, attratto da ogni sorta di cose, specialmente da quelle che di solito sono nascoste. Il progetto delle maschere fa parte di un’attività filosofica, una riflessione sulla pratica della “costruzione di sé”, un’esplorazione sulle identità che nascono a partire dall’utilizzo di ago e filo.

Lanzini inizia la realizzazione delle sue maschere creando un piccolo pezzo di materia ad uncinetto. Quindi lo posiziona su parti del suo corpo di fronte a uno specchio finché il pezzo non trova il suo posto. “Poi parto da qui per continuare il mio lavoro”, spiega. Facendo sì che sia il materiale a dettare lo sviluppo delle sue creazioni, Lanzini non realizza mai delle maschere uguali fra loro poiché esse sono soggette alla sua istintività. Un lavoro riflessivo che gli consente di indagare dentro di se ed esternare i suoi sentimenti attraverso le maschere che realizza.

Penso che il più alto atto di creazione sia la creazione di sé“, spiega Lanzini. “Non siamo nati con noi stessi; stiamo costruendo noi stessi, quindi è un processo di creazione continua.”

Per Lanzini, la ricerca dell’identità è ancora in corso. Eppure, questo artista non  guarda avanti: “Penso che il futuro non sia nel futuro; è già qui ed è stato nel passato. Alla fine tutto si intreccia”.



I suoi lavori all’uncinetto iniziano alla fine degli anni ’80 con Madame B (soprannome per Chiara Bianchi). Questa tecnica ha, per lui, un approccio scultoreo intrigante soprattutto per ciò che la tecnica è in grado di narrare: nella lavorazione a maglia, ogni punto è supportato dal punto che segue, tutto è intrecciato e si supporta a vicenda ma allo stesso tempo è indipendente. Se un punto in un oggetto finito si rompe, i punti sopra e sotto rimangono intatti e, a causa della complicata concatenazione di ogni punto, i punti su entrambi i lati non si allentano a meno che non siano sottoposti allo stress. A partire da questo dato di fatto, Aldo Lanzini inizia a sviluppare pensieri e metafore da applicare alla consapevolezza della vita di ogni giorno.

Così, queste sue opere diventano come contenitori di metafore. Il filo, l’intreccio, la trama, servono come ragionamenti sull’essere e sul fare.


ALDO LANZINI – LA CONSTRUCCIÓN DE SI MISMO QUE SE INTRELAZA CON AGUJA E HILO

Artista con un talento multidisciplinario y una producción variada, crea obras de crochet con una gran libertad de investigación que puso en práctica directamente a partir de los objetos que crea, en las telas y en los hilos. Una libertad que Lanzini ha cultivado desde su experiencia excéntrica en la ciudad de Milán y luego en Nueva York, experimentando y reinterpretando las prácticas tradicionales, abriendo espacios de creatividad sin precedentes.

La vida misma es su fuente de inspiración. Pensamientos y argumentos, el artista está atraído por todo tipo de cosas, especialmente las que suelen estar ocultas. El diseño de las máscaras es parte de una actividad filosófica, una reflexión sobre la práctica de la “autoconstrucción”, una exploración de las identidades que nacen a través del uso de la aguja y del hilo.

Lanzini comienza a hacer sus máscaras creando una pequeña pieza de material con la técnica del crochet. Luego lo coloca una parte de su cuerpo y, frente a un espejo, espera hasta que la pieza encuentre su lugar. “Entonces empiezo desde aquí para continuar con mi trabajo”, explica. Asegurándose que el material dicte el desarrollo de sus creaciones, Lanzini nunca realiza las mismas máscaras ya que están sujetas a su instinto. Un trabajo reflexivo que le permite investigar dentro de sí mismo y exteriorizar sus sentimientos a través de las máscaras.

“Creo que el acto más elevado de la creación es la autocreación”, explica Lanzini. “No nacemos con nosotros mismos, sino que nos construimos a nosotros mismos, por esto se trata de un proceso de creación continua”.

Para Lanzini, la búsqueda de identidad aún no está terminada. Sin embargo, este artista no mira hacia adelante: “Creo que el futuro no está en el futuro, ya está aquí y ha estado en el pasado. Al final todo se entrelaza.”

Sus trabajos de crochet comienzan a finales de los 80 con Madame B (apodo de Chiara Bianchi). Para él, esta técnica tiene un enfoque escultórico intrigante, especialmente por la capacidad que la técnica tiene para narrar historias: al tejer, cada punto se apoya en el siguiente punto, todo se entrelaza y se apoya entre sí, pero al mismo tiempo todo es independiente. Si un punto en un objeto que realizo se rompe, los puntos arriba y abajo permanecen intactos por la complicada concatenación de cada punto que permite que no se aflojen, a menos que estén estresados. A partir de este hecho, Aldo Lanzini comienza a desarrollar pensamientos y metáforas que aplica a la conciencia de la vida cotidiana.

Por lo tanto, estas obras se convierten en contenedores de metáforas. El hilo, la trama, la trama, sirven como razonamiento sobre ser y el hacer.

Credits

http://www.aldolanzini.eu/interviste.html

http://www.artribune.com/artista-mostre-biografia/aldo-lanzini/